Fringe benefit auto 2025–2026: domande e risposte per capire davvero come funziona

 

 

 

Fringe benefit auto: è il valore economico dell’uso personale dell’auto aziendale che il dipendente può usare anche fuori dal lavoro (casa‑ufficio, weekend, vacanze, ecc.). Questo valore viene considerato retribuzione in natura e finisce:

nella base imponibile IRPEF;

nella base imponibile contributiva INPS.

Perché oggi il calcolo è diventato così complicato?

perché dal 2020 ad oggi le regole sono cambiate più volte e nel 2025–2026 convivono tre metodi di calcolo diversi, che dipendono da tre date chiave:

quando è stata immatricolata l’auto;

quando è stato firmato il contratto di assegnazione al dipendente;

quando l’auto è stata effettivamente consegnata al lavoratore.

Dall’incrocio di queste tre date capisci quale metodo si applica.

Quali sono i tre metodi di calcolo del fringe auto nel 2025–2026?

Vecchio metodo ACI legato alla CO₂

 Percentuali: 25% – 30% – 50% – 60% del valore ACI, in base alle emissioni di CO₂.

Nuovo metodo ACI 50% / 10% / 20%

 Percentuali fisse sul valore ACI, in base al tipo di veicolo: tradizionale, elettrico, ibrido plug‑in.

Metodo a valore normale (fuori ACI)

 Si usa nei casi particolari in cui non si può applicare nessuno dei due schemi ACI.

Quando si applica il “vecchio” metodo ACI basato sulla CO₂?

Si usa ancora quando:

immatricolazione auto dal 1/7/2020 a 31/12/2024;

l’auto è stata concessa al dipendente entro i limiti temporali previsti (anche grazie alla disciplina transitoria fino al 30 giugno 2025).

In questi casi il datore di lavoro continua a calcolare il fringe con le vecchie percentuali legate alla CO₂.

Come funziona, in concreto, il vecchio metodo CO₂?

Si parte sempre da due elementi:

 Costo chilometrico ACI del modello (tabelle ACI aggiornate ogni anno).

Una percorrenza convenzionale di 15.000 km/anno (non i km reali).

Formula di base:

 15.000 km × costo ACI × percentuale CO₂

 Le percentuali sono:

 fino a 60 g/km CO₂ → 25%;

da 61 a 160 g/km CO₂ → 30%;

da 161 a 190 g/km CO₂ → 50%;

oltre 190 g/km CO₂ → 60%.

Il risultato è il fringe annuo, che poi si divide per 12 (o si ragguaglia ai mesi di effettiva assegnazione).

Quando entra in gioco il nuovo metodo ACI 50% / 10% / 20%?

Si applica, in via ordinaria, quando:

 l’auto è immatricolata dal 1° gennaio 2025;

il contratto di assegnazione in uso promiscuo è firmato dal 1° gennaio 2025;

l’auto viene poi consegnata al dipendente (normalmente nello stesso anno).

È il metodo “standard” per le nuove auto aziendali 2025–2026

Come si calcola il fringe con il nuovo metodo?

Anche qui la base è:

 15.000 km × costo chilometrico ACI

 Ma la percentuale non dipende più dalla CO₂, bensì dal tipo di veicolo:

 veicoli tradizionali (benzina, diesel, ecc.) → 50%;

veicoli a batteria esclusivamente elettrici → 10%;

veicoli ibridi plug‑in → 20%.

Esempio semplificato:

 costo ACI = 0,60 €/km → 0,60 × 15.000 = 9.000 €;

auto tradizionale: 9.000 × 50% = 4.500 € annui (≈ 375 €/mese);

auto elettrica: 9.000 × 10% = 900 € annui (≈ 75 €/mese).

Stesso costo ACI, ma fringe molto più basso per l’elettrica.

Che cos’è il metodo del “valore normale” e quando si usa?

Il valore normale è il valore di mercato dell’uso dell’auto (per esempio un canone annuo di noleggio full‑service per un veicolo analogo).

 Si usa questo metodo quando, per combinazioni particolari di:

 ordine/contratto (di solito entro il 31.12.2024);

immatricolazione (nel 2025);

consegna (dopo il 30.6.2025),

non è possibile applicare né il vecchio CO₂ né il nuovo 50% / 10% / 20%.

 In questi casi l’Agenzia delle Entrate (risposta n. 192/2025) chiede di:

 determinare il valore normale complessivo dell’uso dell’auto;

tassare solo la quota riferibile all’uso privato, scorporando la parte aziendale.

Come si stima la quota di uso privato con il valore normale?

La legge non dà una formula unica, ma il principio è chiaro:

 Fringe = valore normale annuo × quota di uso privato

 La quota privata può essere stimata, ad esempio, con:

 rapporto km privati / km totali (se si tengono registri attendibili);

percentuali interne per categorie di utilizzo (es. 30%, 40%, 60%), motivate e fissate in una policy aziendale;

criteri temporali (es. percentuale di tempo in cui l’auto è a disposizione fuori orario di lavoro).

In tutti i casi, il metodo deve essere ragionevole, documentabile e applicato in modo coerente.

Quali dati devo avere sotto mano per capire quale metodo si applica?

Per ogni auto aziendale in uso promiscuo, ti conviene sempre annotare:

 Data di immatricolazione del veicolo.

Data di firma del contratto di assegnazione.

Data di consegna effettiva al dipendente.

Tipo di veicolo (tradizionale, elettrico, ibrido plug‑in) ed eventuali emissioni CO₂.

Con queste informazioni, il consulente può capire subito se rientri nel:

 vecchio metodo CO₂;

nuovo metodo 50% / 10% / 20%;

oppure nei casi “fuori ACI” a valore normale.

Quanto pesa il fringe auto sulla mia busta paga?

Il fringe auto:

 aumenta il reddito imponibile IRPEF;

aumenta la base contributiva INPS;

è esposto come voce specifica in busta paga (di solito mensile).

Se, ad esempio, il tuo fringe annuo è 4.500 € e la tua aliquota marginale IRPEF è 35%, l’effetto fiscale è di circa 1.575 € l’anno, a cui si sommano i contributi.

 Per questo il tipo di metodo (e la percentuale applicata) fanno una grande differenza, soprattutto tra:

 auto tradizionali ad alta percentuale;

auto elettriche/ibride con percentuali molto più basse.

Cosa può fare l’azienda per gestire bene questi tre metodi?

Per non trasformare il fringe auto in un “incubo amministrativo”, l’azienda può:

 mappare tutte le auto aziendali con le tre date chiave;

definire una policy interna chiara su:

scelta delle auto (attenzione a emissioni, tipo di alimentazione);

criteri di calcolo nei casi a valore normale;

condividere con i dipendenti, in modo trasparente, come viene calcolato il fringe e quale impatto hanno le diverse scelte (es. passare da diesel a elettrico). 

In due righe: come mi oriento, da dipendente o da imprenditore?

Se l’auto è “vecchia” (immatricolata 2020–2024, contratto entro il 2024) → probabilmente sei nel vecchio metodo CO₂.

Se l’auto è nuova 2025–2026, con contratto 2025–2026 → in genere sei nel nuovo metodo 50% / 10% / 20%.

Se hai combinazioni particolari di ordine 2024, immatricolazione 2025 e consegna dopo il 30 giugno 2025 → potresti essere nel valore normale, con calcolo più analitico.

In tutti i casi, avere chiare le tre date e il tipo di veicolo è il modo più semplice per arrivare, insieme al consulente, al metodo giusto e al numero giusto in busta paga.

Vuoi un aiuto concreto sul tuo caso?

Se vuoi capire quale metodo si applica alle tue auto aziendali e quanto fringe finisce davvero in busta paga, puoi contattarci.

 Ti aiuteremo a individuare il regime corretto (vecchio ACI, nuovo ACI o valore normale) e a stimare in modo chiaro l’impatto fiscale e contributivo per l’azienda e per i lavoratori.

 

 

 

 

 

STUDIO DI CONSULENZA DEL LAVORO
Dott.ssa De Marzi Romina

SEDE

Via Variante di Cancelliera, 2
00072 Ariccia (RM)

Collaboration with
Designed by Dots Web Agency